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Amicizia

L'amicizia e senza alcun dubbio, un sentimento di profondo affetto, di stima e di solidarieta che si instaura fra due o piu persone; senza peraltro determinare legami piu o meno stretti sulla liberta degli stessi e scevro da scopi utilitaristici, dal sesso e dalla gelosia.

Fin dall'antichita, nel mondo greco e latino, l'amicizia era senza alcun dubbio considerata uno dei valori piu alti, un sentimento sommo perché al di fuori delle passioni umane. Innumerevoli coloro i quali hanno scritto opere su questo tema: da Aristotele, a Epicuro, a Cicerone, a Marc'Aurelio e non ultimo Sant'Agostino. Scriveva a suo tempo Aristotele: «...l'amicizia perfetta e quella dei buoni e dei simili nella virtu. Costoro infatti si vogliono bene reciprocamente in quanto sono buoni, e sono buoni di per sé; e coloro che vogliono bene agli amici proprio per gli amici (infatti essi sono tali di per se stessi e non accidentalmente); quindi la loro amicizia dura finché essi sono buoni, e la virtu e qualcosa di stabile; e ciascuno e buono sia in senso assoluto sia per l'amico. Infatti i buoni sono sia buoni in senso assoluto, sia utili reciprocamente...» (brano tratto da Etica Nicomachea di Aristotele).

Nel mondo attuale l'amicizia appare come un anacronismo e difficilmente trova posto perché la maggioranza delle persone pensa unicamente al proprio tornaconto ed e alla ricerca continua e spasmodica del solo piacere e dei beni materiali. In Italia la parola "amicizia" viene spesso e volentieri interpretata in senso negativo in quanto evoca un mondo di raccomandazioni e di privilegi in tutti i campi: dalla politica, al sistema amministrativo, fino ai semplici cittadini. Scagli la prima pietra chi non ha mai chiesto ad un amico o a un amico di un amico altolocato, una spintarella, un appoggio, un favore!!!!! Purtroppo si ha la tendenza oggigiorno a confondere l'amico con il conoscente, quest'ultimo e una persona con la quale si ha un rapporto di simpatia, di buona educazione, ma certamente non di vera amicizia. Nella mia lunga vita, eccomi ormai alla soglia della terza eta, ho avuto un numero innumerevole di conoscenti, ma pochi, pochissimi amici e alcuni di questi, ahimé, debbo onestamente riconoscere li ho allontanati perché ho scambiato il loro modo di fare per appiccicosita e ingerenza. Negli ultimi anni, per quanto mi riguarda, c'e stata un'inversione di tendenza e precisamente da quando mi sono iscritto al gruppo Alpini di Rosta; qui fra le innumerevoli conoscenze, alcune piano piano si sono o si stanno trasformando in vere e sincere amicizie.

Questo e potuto accadere anche perché da parte mia ho cercato di mettere in pratica il detto di Madre Teresa di Calcutta: «Trova il tempo di essere amico: e la strada della felicita». La riprova di quanto sopra scritto l'ho avuta il 10 maggio scorso a Bassano del Grappa il giorno prima dell'Adunata Nazionale: trovatomi, non senza fatica per l'enorme massa di penne nere che si accalcavano all'ingresso, sul ponte simbolo degli Alpini, mi sono sentito prendere per un braccio, era un alpino del mio gruppo che dopo avermi stretto forte la mano mi ha abbracciato e per sovrastare il vociare assordante che ci circondava mi ha urlato:«Ti it ses me amis».

La spontaneita e la genuinita del gesto mi hanno sorpreso e commosso, gli occhi si sono inumiditi e ho farfugliato un banale grazie in risposta: ma ero veramente felice e certo in cuor mio che in quel momento una conoscenza si era trasformata in amicizia, complice forse quel meraviglioso ponte e l'emotivita di trovarsi in mezzo a migliaia di Alpini festanti. Tengo a ribadire che le amicizie fra gli Alpini sono facilitate perché i nostri gruppi sono aggreganti e poi a fine anno non abbiamo utili da dividere o cariche da disputarsi. Lo scopo principale della nostra Associazione e quello di amare la nostra Patria, rispettarne le leggi, aiutare il prossimo in ogni occasione, tutto questo sempre e ovunque nel "Ricordo della Memoria". Termino riportando quanto soleva dire sugli Alpini Padre Fulvio Giuliano, missionario e per anni cappellano della Sezione ANA di Monza: «.se oggi Cristo dovesse scegliere i suoi apostoli, li sceglierebbe tra gli alpini, perché sono sempre pronti all'obbedienza, pronti a partire anche scalzi, senza scarponi, con semplicita di cuore e decisione...».

a.gi.re

 
 
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